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Reddito reale in calo, Nursing Up: “Infermieri italiani tra i meno pagati in UE, serve rivalutazione 30-35%” Attualità zonarcs 

Reddito reale in calo, Nursing Up: “Infermieri italiani tra i meno pagati in UE, serve rivalutazione 30-35%”

L’Italia è tra gli ultimi Paesi dell’Unione europea per recupero del reddito reale. Negli ultimi vent’anni il reddito familiare pro capite è diminuito del 4,4%, a fronte di una crescita media europea del 22% (dati Eurostat e OCSE). È l’unico grande Paese, insieme alla Grecia, a non aver ancora recuperato i livelli pre-2008.

Secondo le analisi richiamate dal sindacato Nursing Up, il lieve miglioramento statistico degli ultimi cinque anni sarebbe legato principalmente al calo della popolazione (-1,3%) e all’aumento degli occupati, più che a una reale crescita del potere d’acquisto. Tre milioni di famiglie avrebbero retto grazie a un secondo reddito, mentre per circa 12 milioni la situazione economica sarebbe peggiorata.

«Perdere reddito reale per vent’anni consecutivi – dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up – significa indebolire il tessuto sociale e colpire in modo diretto chi regge la sanità pubblica».

Il riferimento è alla condizione economica degli infermieri italiani. Secondo il rapporto “Health at a Glance Europe 2024”, un infermiere in Italia percepisce in media 32.600 euro lordi annui, contro i 39.800 euro della media UE. In Germania si superano i 49.000 euro, nei Paesi Bassi i 47.000, in Belgio i 72.000 e in Lussemburgo i 79.000. Il divario supera in media i 7.000-10.000 euro annui rispetto alla media europea. In termini netti, la busta paga si attesterebbe tra i 1.450 e i 1.750 euro al mese.

Tra blocchi contrattuali, inflazione e mancata indicizzazione, la perdita di potere d’acquisto – secondo le elaborazioni del sindacato su dati OCSE, CREA Sanità e Corte dei Conti – arriverebbe fino a 10.000 euro annui per un neoassunto e fino a 16.000 euro per un professionista con 40 anni di servizio. Tra il 2019 e il 2022 l’aumento reale sarebbe stato pari appena all’1%.

Il 71% degli infermieri, inoltre, dichiara di ricorrere a prestiti, anche familiari, per arrivare a fine mese. «Se il 71% è indebitato – sottolinea De Palma – significa che stiamo comprimendo la colonna portante del Servizio sanitario nazionale».

Persistono forti divari territoriali: secondo ARAN (Rapporto n.1/2025) il trattamento medio annuo è di 37.204 euro in Trentino-Alto Adige contro 26.186 euro in Molise, differenze legate soprattutto alle componenti accessorie. Un fenomeno che alimenta la mobilità interna ed estera e aggrava le carenze nelle aree meno remunerative.

Per riallineare le retribuzioni al costo reale della vita, Nursing Up stima necessaria una rivalutazione strutturale tra il 30% e il 35%. «Non servono bonus – conclude De Palma – ma una scelta politica stabile. Qui è in gioco la tenuta del SSN».

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